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Come scrivere un curriculum vitae

Chi seleziona il personale legge molti CV in poco tempo e decide in fretta se approfondire. Un buon curriculum non è il più lungo né il più colorato: è quello che fa capire subito chi sei, cosa sai fare e perché sei adatto a quel ruolo. Ecco come costruirlo, sezione per sezione.

Aggiornata il 9 ottobre 2026 · 5 minuti di lettura

Le sezioni di un CV, nell’ordine giusto

Non esiste un modello obbligatorio, ma quasi tutti i CV efficaci seguono questo schema:

  1. Dati di contatto: nome e cognome, titolo professionale, telefono, email, città e, se è curato, il profilo LinkedIn. L’indirizzo completo non serve: basta la città.
  2. Profilo: due o tre frasi su chi sei e cosa offri.
  3. Esperienze di lavoro, dalla più recente alla più vecchia.
  4. Formazione: titoli di studio, corsi e certificazioni. Se hai appena finito gli studi, mettila prima delle esperienze.
  5. Competenze: tecniche, informatiche e trasversali, raggruppate per area.
  6. Lingue, con il livello, meglio se secondo la scala europea da A1 a C2.
  7. Altre sezioni, se aggiungono qualcosa: progetti, volontariato, pubblicazioni, la patente se il lavoro la richiede.

Il profilo: tre righe che fanno la differenza

Il profilo è la prima cosa che si legge, e deve rispondere a una domanda: perché dovrebbero chiamare proprio te? Indica il tuo ruolo, gli anni di esperienza o il percorso di studi, i due o tre punti di forza più utili per il lavoro a cui ti candidi e, se vuoi, cosa cerchi.

GenericoPersona dinamica, motivata e con ottime capacità comunicative, in cerca di nuove sfide.

ConcretoContabile con cinque anni di esperienza in studi professionali: bilanci di piccole imprese, dichiarazioni fiscali e rapporti con i clienti. Cerco un ruolo in azienda per seguire la contabilità dall’interno.

Parole come «dinamico» e «motivato» le scrivono tutti e non dimostrano niente: lascia parlare i fatti.

Come descrivere le esperienze

Per ogni esperienza indica il ruolo, l’azienda, il periodo (mese e anno) e da due a cinque punti su quello che hai fatto. L’errore più comune è elencare le mansioni, che sono uguali per chiunque abbia avuto lo stesso ruolo. Racconta invece i risultati: cosa è cambiato grazie al tuo lavoro.

MansioneGestione dei clienti e delle vendite.

RisultatoSeguiti 40 clienti aziendali, con i rinnovi dei contratti passati dal 70% all’85% in due anni.

  • Comincia ogni punto con un verbo d’azione: gestito, coordinato, ridotto, avviato, formato.
  • Usa i numeri quando ci sono: persone coordinate, budget, clienti, percentuali, tempi.
  • Nomina gli strumenti e le tecnologie che usi: sono le parole che chi seleziona cerca.
  • Dai più spazio alle esperienze recenti e pertinenti; quelle vecchie o lontane dal ruolo possono stare in una riga.

Quanto deve essere lungo

Una pagina se sei all’inizio, due se hai diversi anni di esperienza. Oltre le due pagine è raro che qualcuno legga fino in fondo. Per accorciare, taglia le esperienze più vecchie e i dettagli che non c’entrano con il ruolo, non i risultati.

Foto e dati personali

In Italia la foto è molto diffusa ma non obbligatoria. Se la metti, scegli un’immagine recente e professionale, con uno sfondo neutro. Se ti candidi nel Regno Unito, in Irlanda, negli Stati Uniti o in Canada, invece, è meglio non metterla: lì non si usa, anche per evitare discriminazioni.

Data di nascita, stato civile e figli non sono necessari: puoi ometterli. Il codice fiscale non va mai inserito.

Leggibile per le persone e per i software

Molte aziende ricevono le candidature con un software di selezione (ATS) che legge il CV e lo confronta con l’annuncio. Per arrivare davvero sul tavolo di una persona:

  • usa titoli di sezione standard, come «Esperienze» e «Formazione»;
  • scrivi le informazioni come testo, non dentro immagini o grafici;
  • riprendi le parole chiave dell’annuncio, quando corrispondono davvero alla tua esperienza;
  • invia un PDF, a meno che l’annuncio chieda un file Word.

In CV Espresso tutti i modelli producono un PDF con il testo selezionabile; il modello Essenziale, a una colonna, è il più adatto ai portali di selezione.

Un CV per ogni candidatura

Non serve riscrivere tutto ogni volta, ma vale la pena adattare il profilo, l’ordine delle competenze e i punti delle esperienze più vicine all’annuncio. In CV Espresso c’è «Adatta a un annuncio»: un’AI prepara la versione per quell’annuncio usando solo i tuoi dati, e CV Espresso la salva come copia in «I miei CV», mentre l’originale resta com’è.

Se usi un’intelligenza artificiale

ChatGPT, Claude o Gemini aiutano a sistemare la forma delle frasi, ma tendono a gonfiare i toni e a volte aggiungono dettagli che non hai mai dato. Usale per rifinire, non per inventare: ogni riga del CV deve essere vera e sostenibile in un colloquio. Nella scheda «Importa» dell’editor trovi un prompt pronto che chiede all’AI di usare solo le tue informazioni e di restituire un testo che CV Espresso impagina da solo.

L’autorizzazione al trattamento dei dati

Molti CV italiani chiudono con una frase come «Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del Reg. UE 2016/679 (GDPR)». Per legge non è necessaria: per i curricula inviati per candidarsi a un lavoro il consenso non è dovuto (art. 111-bis del Codice privacy). Molte aziende però se la aspettano ancora, e aggiungerla non costa niente. In CV Espresso è già inclusa e puoi toglierla dalla scheda «Aspetto».

Prima di inviarlo

  • Rileggi tutto, meglio a voce alta, o fallo leggere a qualcuno: un errore di battitura si nota subito.
  • Controlla email e telefono, e usa un indirizzo serio: nome e cognome vanno benissimo.
  • Verifica che le date siano coerenti.
  • Salva il PDF con un nome chiaro, come CV_Nome_Cognome.pdf.
  • Quando puoi, accompagnalo con una lettera di presentazione.

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