CV per il primo lavoro
Il primo CV mette spesso in difficoltà: le esperienze sono poche e sembra di non avere niente da scrivere. Chi seleziona per un primo impiego, però, non si aspetta una carriera: vuole capire cosa hai imparato, come hai messo alla prova le tue capacità e se hai voglia di crescere. Ecco come mostrarlo.
L’ordine giusto quando hai poca esperienza
- Dati di contatto e, sotto il nome, il titolo di studio o il ruolo che cerchi: per esempio «Diplomata in Turismo» o «Neolaureato in Ingegneria gestionale».
- Profilo: due righe su chi sei e cosa cerchi.
- Formazione: va prima delle esperienze, perché oggi è la parte più forte del tuo CV.
- Esperienze: tutte quelle utili, anche brevi o non retribuite.
- Competenze e lingue.
- Progetti, volontariato, interessi, se dicono qualcosa di te.
In CV Espresso scegli l’ordine nella scheda «Aspetto»: «Prima la formazione».
Il profilo: chi sei e cosa cerchi
Anche senza esperienza, due righe in cima aiutano chi legge a inquadrarti: cosa hai studiato, cosa sai fare e che lavoro cerchi.
EsempioDiplomata in Turismo, parlo inglese (B2) e spagnolo (B1). Ho lavorato due estati alla reception di un hotel e mi piace il contatto con le persone. Cerco un primo impiego nell’accoglienza o in un’agenzia di viaggi.
La formazione, raccontata bene
Indica il titolo, l’istituto e l’anno, e il voto se è buono. Poi aggiungi quello che ti distingue: l’argomento della tesi o della tesina, un progetto di gruppo, un periodo all’estero con l’Erasmus, un corso o una certificazione di informatica, di lingue o sulla sicurezza sul lavoro.
Cosa conta come esperienza
Più di quanto pensi. In un primo CV valgono anche:
- stage e tirocini, compresi i percorsi scuola-lavoro (PCTO, l’ex alternanza);
- lavori stagionali o part-time: cameriere, commessa, animatore, consegne, ripetizioni;
- volontariato e servizio civile;
- ruoli in associazioni, sport e gruppi: allenare una squadra di ragazzi o organizzare un evento sono esperienze vere;
- progetti personali: un sito, un’app, un canale, un lavoro di fotografia o di grafica.
Descrivili come un lavoro: cosa facevi e cosa hai imparato. «Cassiera part-time: gestione della cassa e chiusura serale, aiuto nell’inventario mensile» dimostra affidabilità e precisione, anche se il lavoro che cerchi è un altro.
Le competenze, con esempi
Elenca le competenze tecniche e informatiche che sai usare davvero (Excel, un gestionale, un linguaggio di programmazione, gli strumenti di grafica) e le lingue con il livello. Per le competenze trasversali, come lavorare in gruppo o rispettare le scadenze, un esempio concreto nelle esperienze vale più di una parola in un elenco.
Gli errori da evitare
- Inventare o gonfiare: al colloquio emerge subito. Un CV breve e vero funziona meglio.
- Riempire lo spazio con interessi generici come «leggere, viaggiare, musica»: mettili solo se dicono qualcosa di te o del lavoro.
- Un’email poco seria: usa nome e cognome.
- Mandare lo stesso CV a tutti: adatta il profilo a ogni annuncio.
E dopo il CV
Accompagna il CV con una breve lettera di presentazione: a chi ha poca esperienza permette di spiegare perché gli interessa proprio quell’azienda. Se ti candidi per enti pubblici o scuole, può servirti il curriculum in formato europeo.